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Trucco Di Cera

mercoledì 4 marzo 2009
15 commenti


Pallide ali in bocca
senza labbra dentro il filo
scrolla dita per smuovere
passi oltre il corpo


Vuoto in sè cerca occhi
disegna linee nelle mani
per sovvertire il destino
di un dentro che può vivere


una per ogni nome
zero per ogni ragione
che non sia voce
ma suono che si conduce


inscatolato nel cembro
in suppellettili di cotone
è anticato nei gesti
delineati sul suo volto


L'arto esterno punisce
l'indipendenza di scegliere
il pensiero da accordare
oltre corda entro vetro


una per ogni sole
zero per ogni stagione
che non sia sguardo
ma pupilla in controluce


Ruota il bilancino
il braccio ed il refe
e smidolla in cera
un volto ch'appena c'era


il mafiomarionettista
che ventriloquia alibi
e pioggia in ciglia flebili
col filisteo dei farisei


 

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Innocenti (Visioni)

mercoledì 14 gennaio 2009
13 commenti

E poi all'improvviso
un fumo scuro
e un odore umano
disperso nell'aria


vuoto dentro il cielo
il grido spento
delle anime dissolte
fu preda del VeNtO


fino al sentiero
stretto e silenzioso
dritto al recinto
di polvere d'O
ssa


-Prima del nero-


schermato in un sorriso
sdentato ed innocente,
tra due gote sporche
sopra il pigiama a righe


Tu
Porta l'anima
sulle tracce
di quelle ore


tra i binari storti
nel solco di una cariola
e sull'ombra macabra
dello
stemma incrociato


Scottava la terra
lì, dove nemmeno l'inferno
appariva diverso


Prova a scavare piano
dentro quella verità
avulsa dalle bocche
liofilizzate di sproloqui


Prova a passare lenti
gli occhi sulla storia
e infilali nelle punte
di quel
filo spinato





immagine del film "il bambino con il pigiama a righe"

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Solo Con Gli Occhi

venerdì 6 giugno 2008
21 commenti

Stretta sotto un velo
vibra e poi soffoca
un "misero" pensiero
 
Nascere donna
e vivere il tempo
solo con gli occhi.
 
Un tramonto di cera
sul nido dei silenzi
tra i respiri ferrosi
 
nella ruggine di un giorno.

 
E poi la nuova prigione
domani spiomberà in fretta
anche le mura materne,
 
quelle che dei sogni
reggono il sottile cielo,
quelle che ad ogni alba

perseverano nell'ombra:
 
-Le Sue Speranze-Dietro una grata
sfatta di stoffa.
 
Ha lividi del male
dove il castigo
di una religione
 
ha battuto sulla carne.
 
Ha paura di vedere
cosa sarebbe
se un colpo di vento

sollevasse quel velo.
 
Nooria
chiude gli occhi
e spegne al "volto"

anche l'ultima luce.


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Il coraggio delle idee

lunedì 26 maggio 2008
18 commenti

Questa mattina, mi sono svegliata...
Il coraggio delle idee.

Chi lo ha viene tacciato.
Chi non lo ha viene esaltato.
Le belle parole contano, gli italiani lo hanno mostrato. Votando.


Sto annegando di vergogna nelle pagine pure di un libro che porta un nome. Un giornalista, un autore, un maestro... Marco Travaglio.
"Mani sporche", ma davvero è così che ci piace?
Una carezza che lascia le tracce, quella di mamma Italia








"Alla fine il reato
più grave diventa
quello di chi racconta
certe cose, anziché
di chi le fa.
La colpa non è dello
specchio, ma di chi
ci sta davanti
"
enzo biagi


 






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Il ViZiO

martedì 20 maggio 2008
27 commenti

Raccontava dell'amore
ma a lui
piacevano le donne


catramava il cielo
e dipingeva d'azzurro
l'asfalto di vetro


Raccoglieva un fiore
e stringeva tra le mani
l'esile stelo

-appassito-


Cercava delicatezza
per sentire un profumo
nelle sue dita


-di fango-


Tu ingoia questo veleno
e gridalo dagli occhi
tracciando l'urlo

-nessuno è in ascolto-
n e s s u n o    parla
mentre lui  si tocca.


Il silenzio è una storia
di schiavi del potere
e lussuria ch'incalza

a sussurrare dalla gola


"bambina hai la gonna
e sei curiosa di sapere
-è solo tua la colpa-"


Raccontava favole
ma a lui
piacevano i bambini





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Parole, parole, parole...

martedì 13 maggio 2008
22 commenti

La critica.
Qual'è il valore di una critica non costruttiva?
L'unità di misura dei cervelli.


Sarà che io cammino con le mani in tasca, guardando il cielo, col vento tra i capelli. Sarà che litigo con le stelle e poi guardo le mie mani. Sarà che lo specchio non rende mai giustizia e porto il peso dei miei mille difetti nello zaino pesante dei giorni. Quello che lascio cadere dalle spalle per correre... correre per le valli verdi delle mie speranze, con le piccole margherite che contornano i miei colori.
"Lascia che sia la sera..." canta Gianna Nannini... e la sera mi pastella gli occhi di miracoli, con gli occhi dietro ai capelli, sull'angolo dei tetti, una penna e il mio mondo controvento.
Dove passa il treno, sì, già l'ho scritto.
Cosa conta il parere di un altro? Un consiglio lo afferro al volo, ma la mia idea resta... per costruire un pensiero serve il pluralismo. Il dibattito, lo scontro. E forse un nuovo ideale, che si forgia dietro le scintille, nell'attrito.
La terra è nata da un'esplosione.
E la mia idea vale quanto quella di un altro, ma mai prenderà la sua stessa forma...


C'era un detto, una favola, un aforisma... non ricordo bene.
Protagonisti: un asino, un bimbo, un vecchio.
Dovevano scendere a valle, lungo una montagna, per tornare a casa. Il vecchio sull'asino e il bimbo a piedi, con le mani sulle corde. La gente del primo paese, lungo la via, osservando pensò ad alta voce: "Povero ragazzo, con che cuore quel vecchio lo lascia a piedi standosene comodamente seduto?"
I due si guardarono, confusi... e si diedero il cambio. Un certo imbarazzo, negli occhi dell'anziano signore e un forte senso di colpa verso il giovane.
Al paese dopo, la gente pensò... "ma come... un ragazzo sull'asino e un povero vecchio a strascicare i passi??? ma dov'è finito il rispetto per gli anziani, l'educazione?"
Il ragazzino scese.
Spesso il giudizio porta ad una riflessione. Ti senti in colpa con la coscienza pulita e non sai come scusarti, dal momento che non hai nemmeno un apparente motivo per farlo.
Ora erano entrambi a piedi, con le corde nelle mani, a guardare le punte delle loro scarpe.
Un'ora dopo, quasi a valle, un bar popolato sulla strada di passaggio.
Gente col bicchiere in mano, nonne, mamme e bambini, ragazzi con gli occhiali da sole a ridere sui muretti.
Quando passa qualcuno, hanno quella strana abitudine, di osservare in silenzio e poi parlare sottovoce, le comari.
Si udi benissimo invece.
"Ma che stupidi quei due, hanno un asino e non lo sfruttano".


Per citare un grande e volendo completare la rima, dico Dante:
"non ti curar di loro, ma guarda e passa"


Ergo la nostra idea... vale mille voci, mantienila sempre...


Besos y suerte ;)


Francy







"vedi, un po’ di coraggio e certe puttane, vanno punite
e che diamine! Qua ci vuole sicuro un po’ di moralità
ma la gente non lo sa che...
Federica ha quindici anni, anche se una donna è
così la gente vede il male, anche dove non ce n’è...
"
-Ivan Graziani-





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