dentro c'è uno spazio immenso che non sa trovare tregua nella corsa folle, un tramonto che colora di rosso il cielo e quell'immagine chiara che come un'impronta cancellata salpa alla prima ondata via verso il mare aperto. Il pensiero marinaio osserva con la mano sulla fronte in cerca di una riva che non c'è, e la nave galleggia senza rotta. Le stelle si fanno belle per risplendere un'intera notte nella danza di luci del firmamento; ognuna è una storia a sè, a combattere la disperazione di uno scontro a fuoco con il meterorite di un ricordo, che sfreccia come un lampo. La più avventuriera prende il lazo e se la viaggia. La più avventuriera lo segue ancorata alla sua velocità, ad inoltrarsi nei lati più oscuri della via lattea, dove non si vede ad un palmo dal naso.
Lontana senza riflettere più alcuna luce.
Muore una stella
ma nella muta utopia brilla il suo brivido
devo aprire gli occhi?
*pensa stellina, pensa*
Ma una canzone
Ti parlerà...
...Un’emozione
Cosa cos’è?
È questa qua
...Non ha parole
Che posso dire
E non le dirò"
...ma sì...
abbiamo vinto ed è stata follia, la follia scatenata da un attimo sul filo del fischio dell'arbitro, che si è visto raddoppiato nel giro di pochi secondi. Non avevo nemmeno la forza di riesultare e la voce mi tradiva a sbalzi.
Che adrenalina.
Era un concerto, tutti fan dello stesso artista, tutti uniti in ogni parte del mondo a glorificare i nostri ragazzi.
G R A N D I
oddio mi sento un uomo
C'erano dei pennarelli.
Lavavo i piatti.
Penso ai pennarelli.
E' più forte di me, mi vien da piangere.
C'era anche una specie di piuma, una giacchetta, la ripresa si allungava, era tutto silenziosamente adagiato sul tavolino di una terrazza. Il sottofondo musicale, le parole... le scene assurde che la mia mente creava, dietro il sipario degli occhi.
Da una altro tempo mi arriva l'immagine di uno chalet, un camioncino giocattolo, uomini in bianco, stessa auto, stessa scena, delle foto. Stessi discorsi.
Capitombolano in successione anche due occhi azzurri, un sorriso, guance rosse, boccoli d'oro... una strada, la moto, una cascina.
C'è gente che non sarebbe mai dovuta nascere.
C'è gente che nasce e muore sbattendo le ali.
Angeli che non volano, ricacciati brutalmente in paradiso.
Non toccate i bambini, brutti stronzi!
oggi va così,
con questa canzone
mah
e se lo faccio io... forse... lo fai anche te!
potrei chiamarti cosi'... non saprei
...penso che potrei
solo... da solo qui a pensare a te
a interpretare un ruolo
che non so neanch'io qual'e'
che poi basta poco
perche' la verita'
e' il mio bicchiere vuoto
chiara che...
e traparente che...
sembra quasi che non c'e'
la verita' e' che mi manchi
e questo e' gia sufficiente
questo sarebbe gia tutto
ma posso fare lo stronzo
e fare finta di niente
in nome di una prudenza
che maledice il tempo
che se ne va con l'amore che vorrei..."
Sarà che l'abitudine spegne la vita ma ogni tanto ci passa l'accendino. E la sigaretta si accorcia tra uno sbuffo e una tirata a rimbalzare tra i polmoni un pò di malsana nicotina. E mentre questa penna senza inchiostro mi scrive sull'anima, pigiama, capelli bagnati, cerco di interpretarmi. Che fatica conoscermi. Che poca voglia più che altro.
Per evitar di spaventarmi dal caos che c'è... io che sono come quel primo cassetto disordinato tanto odiato. A me piace così. Arriva il giorno che lo trovo capottato tra urla ed odio (mani non mie) e per dispetto resto ad osservare la vigliaccheria di un gesto. Mi segue un pò di pazienza che mi invita a piegare le gambe ed incomincio stupita a riconoscere quelle notizie sepolte e a rovistare tra i ricordi...
Mi nascondo e i colpi del cuore sono delle tragiche verità.
Mi intravedo nei temporali, in quell'istante di luce che precede il tuono. E scappo via per la paura del rumore scaturito dallo scontro dei pensieri.
Eccomi.
Nascosta tra i maglioni della gente, ad osservare le stelle. A farmi vibrare la pelle per l'inno d'Italia. A sentire le emozioni, brillare con loro e poi decidere cosa esternare... urlo un gol, ma imbavaglio il cuore.
Ti vedo alla lavagna ad insegnarmi l'aritmetica e la magia del tre. Non cancello, confusamente assimilo.
sono incazzato con l'amore...
e tu non centri amore mio!
tu con quell'altro chi vi ha fatto incontrare e innamorare...
so chi è...
è l'amore, l'amore e il sesso degno suo compare
che ci spiavano lo sai
da quello specchio
quella specie di altare
dove ci guardavamo
ore ore ore...
senza bere nè mangiare
senza neanche respirare
solamente far l'amore...
senza neanche andare in bagno
per non risvegliare il sogno
su quell'isola di un letto
e ora che è finito tutto
....amore... amore...
sono incazzato da morire!
ma con l'amore e non con te...
perchè ti odio così teneramente
che anche un cieco lo vede
t'amo disperatamente...."
ti amo
però sono una deficiente.
"...Sono gli amori insensati
a dare un senso alla vita
a questa musica fragile
tra le tue dita..."
ricordo quella serata... un terzo posto, credo.
Non pensavo alle parole, cantavo...
mi ero accorta pian piano che mi piaceva un sacco la melodia
mi prendeva....
a rivelarci la vita
questo cercarsi per sempre
questa sorpresa infinita
le tue lame di verita'
e il manto gelido d'inverno
che ti porti sulle spalle
e che ti fa scappare
da un sogno cosi' bello."
Non posso essere triste. E' la vita che gira e vola via come una ferrari avida di quel numero 1 del podio, anni luce nello spazio di un secondo, istanti che scintillano e operatori veloci che caricano il tempo, l'orologio impazzisce e io...
riposo sognando...
beh questa canzone è rimasta un pò vuota di immagini. Troppo piccola io. Troppo grande lei.
E ora sintonizzo le onde al cuore.
Il cuore che batte.
Il cuore che parla.
Io che non ascolto.
Immersa come sono nel frastuono e caos della città, spegnendolo attraverso le note musicali.
E in un angolo di silenzio mi scopro i difetti.
Nel profumo di una primavera folle piena di illusioni, il filtro dream che sbiadisce gli angoli delle figure (va bene così)... un morso, un livido, occhi, mani, "non si può"...
Stazione e treno che mi riporta via.
L'ultima volta e per sempre (forse).
Ma di ricordi non mi stanco mai.
Arrivederci lì.
quelli che restano dentro
e che vorresti cullare
sentirli cantare e fermarli nel tempo"
"sono gli amori piu' intensi.
...a farci
brillare gli occhi
di quella luce cosi' vera
e a sussurrare parole
al fuoco dell'intesa
al fuoco dell'intesa."
cavolo mi vien quasi voglia di rimettere un'altro video
che ne so, un mark lenders che stende tutti
per scaramanzia
ho pauraaaaa
forza ragazziiii!!!