''...ma la vera frase che avrebbe irritato Zidane sarebbe 'sporco arabo'. A rivelarlo è stato questa mattina il presidente emerito della Repubblica, Francesco Cossiga.
Abbiamo vinto il Campionato del mondo grazie all'insulto razzista ''sporco arabo'' lanciato da un cosiddetto eroe del Campionato mondiale all'indirizzo di un giocatore di razza araba che ha reagito certo in modo sportivamente censurabile ma da uomo d'onore''
-adnkronos-
oh oh
Dunque questo nobile signore avrà sicuramente ricevuto Materazzi nella sua sala da the, e come due ragazzini si saranno strappati confidenze pericolose. Solo che poi il buon vecchio presidente ha ben deciso di tradire quel poveraccio di un Materazzi che ha creduto nell'amicizia fedele e nelle sue moine lusinganti...
Ma io ho il forte sospetto che i biscotti siano stati avvelenati e, sotto l'effetto di sostanze alteranti, ne sia uscita una verità parallela...
Senza questa sorta di ricevimento Cossiga parlerebbe per sentito dire? Dalla sua posizione?
Ma andiamo.
Materazzi avrà sicuramente provocato, quali poi siano di preciso le parole è cosa che la stessa fifa non sa provare.
Evidentemente c'è da ammirare chi ha l'orecchio fino e gli ci voglia così poco... celando in cuor suo invece un maldestro tenatativo di stendere per la rete qualche riga dal forte e momentaneo potere magnetico.
Ma c'è qualcosa che non può sfuggire agli occhi e che è tutto fuorchè una mossa d'onore.
Gesto di "mano", gesto di villano.
Zinedinolino ha cannato, poteva sì cavarsela con un'intonazione oltremodo dignitosa. Uscendosene così a TESTA alta ()
ma sì
...son ragaaaaaazzi...
dov'è?
per anni l'abbiamo solo cantata nonchè cercata e sfiorata...
ora eccola
...la vittoria che porta la chioma...
...ci sono attimi di emozione che ti sanno scaldare per sempre... anche in mezzo ai guai
-si vede che non son proprio di ottimo umore eh?-
dentro c'è uno spazio immenso che non sa trovare tregua nella corsa folle, un tramonto che colora di rosso il cielo e quell'immagine chiara che come un'impronta cancellata salpa alla prima ondata via verso il mare aperto. Il pensiero marinaio osserva con la mano sulla fronte in cerca di una riva che non c'è, e la nave galleggia senza rotta. Le stelle si fanno belle per risplendere un'intera notte nella danza di luci del firmamento; ognuna è una storia a sè, a combattere la disperazione di uno scontro a fuoco con il meterorite di un ricordo, che sfreccia come un lampo. La più avventuriera prende il lazo e se la viaggia. La più avventuriera lo segue ancorata alla sua velocità, ad inoltrarsi nei lati più oscuri della via lattea, dove non si vede ad un palmo dal naso.
Lontana senza riflettere più alcuna luce.
Muore una stella
ma nella muta utopia brilla il suo brivido
devo aprire gli occhi?
*pensa stellina, pensa*
Ma una canzone
Ti parlerà...
...Un’emozione
Cosa cos’è?
È questa qua
...Non ha parole
Che posso dire
E non le dirò"
...ma sì...
abbiamo vinto ed è stata follia, la follia scatenata da un attimo sul filo del fischio dell'arbitro, che si è visto raddoppiato nel giro di pochi secondi. Non avevo nemmeno la forza di riesultare e la voce mi tradiva a sbalzi.
Che adrenalina.
Era un concerto, tutti fan dello stesso artista, tutti uniti in ogni parte del mondo a glorificare i nostri ragazzi.
G R A N D I
oddio mi sento un uomo
C'erano dei pennarelli.
Lavavo i piatti.
Penso ai pennarelli.
E' più forte di me, mi vien da piangere.
C'era anche una specie di piuma, una giacchetta, la ripresa si allungava, era tutto silenziosamente adagiato sul tavolino di una terrazza. Il sottofondo musicale, le parole... le scene assurde che la mia mente creava, dietro il sipario degli occhi.
Da una altro tempo mi arriva l'immagine di uno chalet, un camioncino giocattolo, uomini in bianco, stessa auto, stessa scena, delle foto. Stessi discorsi.
Capitombolano in successione anche due occhi azzurri, un sorriso, guance rosse, boccoli d'oro... una strada, la moto, una cascina.
C'è gente che non sarebbe mai dovuta nascere.
C'è gente che nasce e muore sbattendo le ali.
Angeli che non volano, ricacciati brutalmente in paradiso.
Non toccate i bambini, brutti stronzi!
oggi va così,
con questa canzone
mah
e se lo faccio io... forse... lo fai anche te!
potrei chiamarti cosi'... non saprei
...penso che potrei
solo... da solo qui a pensare a te
a interpretare un ruolo
che non so neanch'io qual'e'
che poi basta poco
perche' la verita'
e' il mio bicchiere vuoto
chiara che...
e traparente che...
sembra quasi che non c'e'
la verita' e' che mi manchi
e questo e' gia sufficiente
questo sarebbe gia tutto
ma posso fare lo stronzo
e fare finta di niente
in nome di una prudenza
che maledice il tempo
che se ne va con l'amore che vorrei..."