giovedì 8 febbraio 2007
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Ho visto i corvi sulla montagna
le grandi pale catturare il vento,
ma cercavo te sui sentieri
non il lupo o l'agnello.
Ho visto le case rotte
la neve spezzata dal dolore,
ma cercavo te nella terra
non il frassino o l'olmo.

Ho visto due occhi, uno sbadiglio
tra rantolanti respiri del mondo,
ma cercavo te nello sguardo
non il sogno o l'istante.
Ho visto strade dai finestrini
la corsa dei colori farsi miscuglio,
ma cercavo te in quell'attimo
non la miscredenza o l'orgoglio

ho visto le tue labbra un giorno
spillare vino rosso sulla mia cucita
ho smesso di cercarti tra i vetri
non più favole o fogli
che di quella mia eterna sete ormai
nei grappoli di mani conche di vita
inebriato son già sazio e vinto
non più errante o vagabondo







di Hariseldom e Keishia


-grazie Pino, sei fantastico-
non perdetevi le sue meraviglie, in parte conservate qui





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venerdì 2 febbraio 2007
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onde di mani
nel mare di fuoco
occhi di ghiaccio
sei tempesta
nei pensieri
all'orizzonte
cerco il mio cuore
sul molo deserto
dove impazza il vento
della mia passione






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venerdì 26 gennaio 2007
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Anima ribelle seguo la musica dei miei pensieri isolata dal mondo che mi chiama, mentre fuori gelano i fiori e i fiocchi di neve si sciolgono sui marciapiedi, lievi sogni che muoiono al contatto con la realtà.
Hanno avuto il cielo, non resta loro che questa lenta discesa.
E io che vivo all'opposto rimango a contemplare, dolce e selvatica, il paesaggio dietro ai vetri mentre il mio fiato che lo appanna si interpone alla visuale. E' nebbia che mi discosta dall'incanto per darmi uno spazio per pensare... non mi lascio leggere ma mi comprometto per metà e disegno con le dita risposte che non so.
Voglio solo lasciarmi sfogliare dal vento che soffia impetuoso mentre impazzisco per l'intensità di uno sguardo che vorrei, appoggio le mani per trovare qualcosa che sia più gelido di me e socchiudo gli occhi con la testa sui miei ricami che piano svaniscono dal vetro. Travestita di me.
Troppe stelle sotto il cuscino, non metterò la testa a posto se prima non stipulerò un patto per odiare le complicazioni.
Allora strappami in silenzio.
Fallo con i denti, fallo e fammi male.
Perchè io so farlo bene.
Non permetterlo, non lasciare che queste parole possano trovarsi in un silenzio fatto di preghiere inutili.
Lascia che riordini le stelle, mentre ascolto appoggiata alla finestra il mondo fuori che muore di niente. Mentre non sento il cuore, congelato all'istante, sinistra danza su un oceano tempestoso.
Voglio sentirmi vivere al massimo.
Voglio rompermi i timpani con il concerto dell'amore quando calcherò le note su questo piano per dare il ritmo giusto al respiro che cresce...
Allora sì.
Amerò.






"dicono che il cielo
ti fa stare in riga
che all'inferno si può far casino..."
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domenica 14 gennaio 2007
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Solo un brivido, niente più. Magari anche degli occhi che graffiano sulla mia pelle nuda di sogni. Impazzirebbe l'inconscio a mia insaputa. Forse ci metterei  dei petali rosa, sulle lenzuola bianche, che possano circondarmi di purezza. Ma ci metterei anche una luna, lì a fianco, dove sei tu, sulla sedia con i gomiti tra il fumo appoggiati allo schienale. Perchè si mi piacerebbe mi osservassi così, seduto sulla sedia all'incontrario.  Cosicchè poi la luna non mi possa svegliare e i suoi bianchi tenui raggi mi possano illuminare. Cosicchè aprendo gli occhi appena non ti vedrei, con tutto quel fumo in controluce. E tu non vedresti i miei occhi semichiusi che ti osservano furtivi
ma poi chiudimi ogni via di uscita
perchè in quel troppo io scapperei
scivolando in silenzio
alla tua prima distrazione


...sognami
...tra meridiani e paralleli...
fino a che si può...





"I love when you do that hocus pocus to me"
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mercoledì 10 gennaio 2007
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tremor di labbra
bisbiglio di baci
scivola lungo i fianchi
e si fa seta
il tatto silenzioso
nell'accogliente presa
dei movimenti tuoi



Francy S.
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martedì 2 gennaio 2007
32 commenti
Certe cose non so come prenderle. Semplicemente vorrei provare a capire mentre mi osservo le mani... ma non c'è mai del tempo nella corsa dei pensieri, un percorso senza stazioni, senza semaforo, solo tante parole. Di nuovo le campanelle suonano, vischio, canzoni, decori, euforia. Nel rimbombo dell'eco delle risate, mi rassereno. Ad un passo dal mondo, mentre annaspo e sfioro le regole non ti ascolto. No Dio, non ti sto ascoltando. I want to break free...
Perchè c'è sempre quel pizzico di sale.
Ma c'è anche che io vado pazza per i salatini. I dolci danno la nausea.
Ecchissenefrega della cattiveria.
Scivola.

E tra queste scatole cinesi dei miei discorsi ce n'è una che ora salterella impazzita, che vorrebbe essere aperta, che vorrebbe partecipare a queste inutili parole. Il mondo che ruggisce attorno, nello sbadiglio annoiato di quotidianità s'è sorpreso un secondo. Il mio grande ribrezzo per le immagini trasmesse durante queste feste. Un personaggio insaziato di crudeltà che si meritava l'inferno sulla terra ha cessato di vivere impiccato da altri uomini. E' così che lì funziona forse ma nel mio piccolo non riesco a stringermi nelle spalle. Perchè tutto ha un significato, perchè tutto si carica -di questo significato- entrandoci negli occhi e passando tra le rotative della mente per poi stampare parole. Parole in ogni lingua, in ogni religione, in ogni momento. Si fanno coro. E il diavolo rasenta il dio.

Accantono la scatola, riprendo le fila e quella malignità si fa grassetto. Urla in stampatello. Le buone azioni si accartocciano nell'icona del cestino, il cielo non parla e il fuoco arde.
I rauchi raggi, ammutoliti dal vento, oggi hanno riscaldato il mio angolo di mondo, un minuto di raccoglimento che si è spento qualcosa tra le linee della mia vita... amici amici un corno andate fuori mano, un qualsiasi posto, purchè mi sia inarrivabile. Ma quanti abiti sprecati per quel teatrino dei vostri sorrisi accademici.

Tutto Scivola.
Anche se poi mi ci soffermo, sempre senza capacitarmi.  
Ma fuori c'è rumore, la brezza mi sfiora, i pettirossi volano, saltellano sul bordo del balcone e oggi c'è il sole. Sembra essere estate osservando dal vetro nel tepore di casa... e sai che se penso all'estate... mi rivedo davanti al mare  ad urlare e lasciare la traccia di una corsa verso l'infinito. Che poi mi perdi di vista e sono guai.
E solo... l'inizio di un nuovo anno e sento il profumo delle pagine. Amo i libri nuovi e le cose da rifare.
Senza trovare per forza una ragione... non mi volterò, stavolta no.

Tu... Scusami se mi sono addormentata tra le tue braccia...

E Grazie a te che mi leggi in sordina senza commentare, per la bellezza infinita al voltar di un anno... il mago che sfoglia il tempo ci ha sorpresi insieme un'altra volta. Grazie anche al resto dei componenti di quel gruppo spensierato che siamo stati.
Grazie anche a me, sì. 


Buon anno a te sconosciuto, ai tuoi occhi che leggono... che la serenità ti pedini stretta
Faventibus ventis!



...to everyone...
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mercoledì 20 dicembre 2006
23 commenti

C'è un posto nella memoria che rantola senza pace
feste tristi, gennaio di perdita e sofferenza atroce
alla finestra ti stavo ad aspettare
non c'eri, stavi in un letto anonimo ad osservare il mio stesso punto
mi avvolse un caldo abbraccio, era notte
la neve imbiancava i pini maestosi di quel prato
in punta di piedi, il fiato del nasino appannava appena il vetro
cercavo te, le tue mani, non capivo, non arrivavo
dolci e giocattoli non trovavano spazio
o forse non colmavano il vuoto
di lacrime non ne avevo, stringevo i denti a muso duro
quell'abbraccio significò molto
restai immobile a sentirne il calore
le sole braccia che sfamavano la mancanza
lì, ferme e fisse, osservammo il silenzio della luna sul manto roseo
i respiri della notte non ci scoprirono, dolce zia

ho perso anche quel tepore anni avanti
e ancora sento il sapore di quelle braccia
forse te lo avrei raccontato questo episodio un giorno distratto...
quel dì lontano dai miei, che piangevano un figlio
quel dì che conobbi la morte quasi per sbaglio
vacanze invernali sfigurate dal solito incanto
giorni graffiati di desideri spezzati taglienti e acuminati
avrei solo sette anni in più, di te, fratello...
che ora prepari le nuvole per il grande giorno

chissà... se ogni tanto mi dai uno sguardo

sappi che mi ritrovesti col naso all'insù
ad occhi socchiusi
con una mano
protesa verso il cielo


ciao Ste






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mercoledì 6 dicembre 2006
33 commenti
Tutto dobbiamo a quel che chiamiamo convenzionalmente come il "principio di conservazione"
tutto...
o forse quel niente logorante che ne rimane
tra fogli di giornale, sulle panchine di verdi primavere, nei raggi di luce che si diffondono morbidi sul bianco e nero, inchiostro e carta...
...Lavoisier tra i passi che facciamo...
massa ed energia...
già, massa ed energia...
...carica elettrica
----bzt-------
amore?

è in libertà provvisoria che si è più forti e gli occhi scavano bugie attraverso un vetro, dove chi fiata è coperto e non si gira, nascosto in un altro cuore sotto protezione solare... anche se il cielo è grigio e la pazzia fulminea di chi batte non lo discosta. E' la storia di qualche giorno fa, a brulicarmi dentro.
E non c'è un lume, l'abito è scuro... al capezzale di un futuro che d'un tratto non c'è più... o almeno non come pareva esser programmato, sul tratto delle righe sulla fronte di un destino che ti guarda scettico. E non tanto per quell'aria, ma per il come, con cui lo fa, tipico sguardo intenso dal piacere di un'aspirata di fumo, impotente spettatore, regista alla sedia, carrellata da dietro, nome e megafono...
Storie frantumate d'amore, eclissi di anime ed anni al rogo appesi al palo di pensieri stregati, voci che non si connettono al modem del cuore che fuori controllo dirama rabbia, girotondi infiniti in labirinti di specchi, chi c'era non c'è, chi c'è s'è perduto.
Giusto un uomo.
Inesorabilmente solo un uomo.
Nell'immensità di kilometri a zenit, mentre il nucleo ribolle di fuoco a nadir.
Un uomo che ancor difende chi ama.
Rinchiuso in una sfera imprecisa, nella solitudine di mille convinzioni, treno della follia, fogli al vento, scompiglio, disordine nell'aria, capelli scarruffati, bolidi e tempeste sul cuore... e c'era una data.
Una data molto vicina, tanto vicina che già la vedeva tutta bianca. Che già sentiva di afferrare le sue mani delicate, che già tremava un'emozione sulle parole sacre rimbombanti, note d'organo, occhi commossi, anelli, la mamma e i suoi rituali singhiozzi felici in un fazzolettino tutto nuovo per l'occasione...

"poi venne un altro, gliela strappa di mano...."

senza che abbia difeso il suo amore
lui... difende solo un nome
...ancora

capita alle volte purtroppo
sempre solo per amore
quel dannato sentimento

"nulla si crea nulla si distrugge, tutto si trasforma"



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