quei dannati cannoni
quando la pioggia
arginava i passi
invertì grandi battaglie
che si nutrono
della stessa carne
con dita nella palta dei giorni
e un sole secco al tramonto
dal muro che sgretola
pezzi di me
dI
Me
sorrido e assolta rimando
con le mani arrese
verso terre aride
che sfidano inermi
che s'inerpica sui polsi
prima dell'ultimo sorso
che volse a Sant'Elena
il suo sguardo d'Africa










