il suicidio delle bambole

venerdì 21 marzo 2008
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Il Suicidio delle Bambole




Un taglio nella mano
con l'Arno rosso
lungo il Tevere

 
avulsione d'amore
nel letto asciutto
di un alveo di marmo:

 
Hanno
lame appese

 
capovolte,

 
in questo incedere
a dita torpide
sulle note

 
in scala ordinata
-e paralleli chimerici-

 
Bambole

il quadro antico
dietro porte murate,

 
i diaframmi abulici
nelle pupille ferine:

 
Hanno
soffocato
i loro respiri

 
dopo i giochi

 
-in carneficina-

 
dentro il cappio
delle misantropie

 
di una bimba annodata
a sogni interrotti

 
e voli embrionali

 



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martedì 18 marzo 2008
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Cilindri di silenzio

 
 
Troverò il tuo volto
dentro il mio riflesso
nell'assenza che assorbe
ogni umana apparenza
 
e sarà respiro pieno
quell'alito di niente
tredici nodi ad est
la tua voce sul vento
 
se tu non parli
perderò il tuo nome
tra le onde di cristallo
e i litorali di pianto
 
con cilindri di silenzio
vuoterò la mia anima
poichè il mare dentro
è un oceano gonfio
 
che si ritira lento
 
 
 
18 marzo 2008
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Il Mare A Filo

domenica 16 marzo 2008
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Sembrava solo rumore
lo spacco sulla forza
mentre la strada
già si piegava
prima dello scontro


prima della via
del vento stanco
tra gli acquiloni
e un filo spezzato


i buchi nelle ombre
dei giorni appesi
agli zeri gonfi
da addizionare


al riempimento vuoto


prima che fosse
d'arancione spento
lo sprazzo violento
sul davanzale


delle assurde cene


prima che sia
ghiaccio nelle vene
spolvero la stagione
e mi chiudo nel tempo


con le catene tese
mentre cerco
tra le sbarre


il mare a filo
oltre il muro


il mare


assetato
delle pioggie acide
negli angoli lontani
della mia coscienza


il mare


dentro il calice
del mio cuore






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Siamo quella voce

giovedì 13 marzo 2008
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Siamo quella voce

 
 
Siamo graffi sulla pelle
in questo vivere che ci ha preso
senza darci una ragione
 
con le unghie sulla schiena
nell'attraversare il cielo
scuri come fiumi di notte
 
nel futuro che si fa presente
in questa lotta per avere
tutto prima e poi niente.
 
Siamo soli per le strade
dove non ci si può portare
perchè non c'è un limite
 
-mentre guardi il mare-
 
E la notte è una canzone
che dimentica la sua alba
per cercarti nel buio
 
senza trovare la tua voce
 
nè toccare
 
le tue labbra
con le mie,
vuote di parole
 
io che ho sete
e verso lacrime nere
col trucco della festa
ad un lavandino che beve
 
-i nostri pezzi di cuore-
 
per frantumare gli occhi
negli specchi eclettici
di quelle sere
 
e poi ridere ridere
forse ridere ancora
e ridere
delle scie nere
 
sul marmo
come sulla terra
 
che ci accompagna
con mani di vento
verso una nuova guerra
 
e ancora piangere
a capo chino
e pugni chiusi
 
per la sconfitta
o la fine di un amore
 
senza più una rosa
nè spine da donare
 
perchè noi
 
siamo la voce
di un silenzio
schiavo del dolore
 
 
13 marzo 2008


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La mia cura

mercoledì 12 marzo 2008
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La mia cura
 



Ho bevuto la mia sete
un giorno che non pioveva
sul deserto degli avanzi
a piedi nudi nel niente
 
Ho mangiato la mia fame
nella ceramica fredda
dei sogni da riscaldare
masticando lingua e denti
 
Ho dormito il mio sonno
sotto le mani dell'alba
in una buca di sabbia
col mare nelle conchiglie
 
Ho amato il mio amore
ma adesso soffio nel sacco
respirando i miei respiri
e ingoiando sassi di parole
 
...Ora...
 
non si pretenda
la mia esistenza
 
con la sete
nel mio bere
con la fame
nei miei cucchiai
con il sonno
nelle mie notti
 
sicchè io decida
che a non sentirsi
sia la sua assenza
poichè non dà ascolto
alla mia presenza
 
 
12 marzo 2008
 
 
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venerdì 29 febbraio 2008
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Mamma' son qui con le valigie sulla porta
e in macchina c'e' un uomo che mi sta ad aspettare...
la verita' lo so ti lascera' sconvolta, quell'uomo e'
il mio primo vero amore...




Strana la vita, lei, la vita, che ci veste come vuole.
La vita, colei che per prima limita la nostra libertà, madre severa, impeccabile e possessiva.
La vita che ci butta in mezzo al traffico, che sbaglia strategia e rovescia la scacchiera.
E noi a rotolare inermi nei giorni, noi, pedine bianche tra le pedine nere, mischiati negli stessi colori di un cielo, noi a distinguere le pennellate sovrapposte di un quadro, noi a sentire il profumo del diverso. Diverso perchè così è stato vestito, sempre da lei, la madre superiora. Quella che ti puniva, quella che temevi, inginocchiato sulle panche, a trattenere il dolore, nello spazio di una preghiera che non sapevi recitare.



con lui mi sento libero e felice, vivremo insieme, abbiamo gia' una casa
non sono piu' un bambino... mamma abbassa quella voce...




Strana la vita che resta a guardarci nell'acquario e fa a pugni con Dio. Lo scontro dell'esistenza, la guerra della scienza, delle religioni, dello stato con la chiesa. E nel mentre il tutto avanza, la rotativa stampa e non si ferma, nel mentre i pesci cercano una via di fuga per ripararsi da chi cresce di più.
E nel mentre si rannicchiano in un angolo e temono anche le ombre del silenzio. Il silenzio infranto da una provocazione cui non sanno reagire, cui non è dato di reagire.



Mamma' son qui con le valigie sulla porta
con tutti i dubbi e tutti i miei casini
pero' mi sento forte e per la prima volta
io me ne frego degli orecchi dei vicini...




Strana la vita che si evolve un pò ribelle per rassegnazione, che innalza un pensiero senza poi crederci per davvero. La vita sì la vita perchè la gente si fa massa, si fa folla per acquistare forza, per urlare ad un concerto o per cantare l'inno della patria e poi odiare una squadra. E si fa colonna, mentre s'infila in una chiesa quando fuori qualcuno muore in terra dopo il freddo della notte. Quando fuori qualcuno rantola per strada e paga una per una scelta... diversa.



oh mamma non capisci come e' falsa la morale
la maschera di fango bagnata nell'argento
sono un diverso mamma
un
omosessuale

e questo tu lo prendi come un tradimento...



Strana la vita, quel vagito iniziale che a tutti appartiene, figli di una madre che ci culla tra le braccia o che ci abbandona per una via. Strade, strane sono le strade che tagliano come lame lucide sotto il sole, tagliano i campi ed il destino in due, in quattro, in cento, mille futuri possibili da scartare. I sogni, una matita, i colori. Siamo fatti con gli stessi sogni, prima di essere quelli che siamo, col bagaglio di felicità e sofferenze che determinano le scelte nei giorni, con una ragione di fondo che ci muove i passi. Fragilità e paure, noi che siamo soli con noi ed il coraggio di vivere, rispettando sè stessi e combattendo battaglie per quell'unica ragione che è l'amore... noi, in difesa del nostro io nel rispetto dell'altro



io vorrei
che tu sapessi perdonare
una volta
una volta
non buttare
sulle mie ferite il sale
come adesso
sulla porta che mi dici
vai per te io sono morta
sono morta
sono morta
e mi sbatti sulla faccia
questa porta...



Strana la vita che asfalta le strade e annienta chi oltrepassa la linea bianca. Quella della decenza, strana l'indecenza, strano il valore settato in un punto, irremovibile, per i più. Le categorie e l'appartenenza ad uno stile che punisce l'entusiasmo per la diversa intonazione di una stessa canzone.
Strana la vita con la bacchetta in mano e noi dietro una lavagna mentre i compagni ridono. Gente anonima che ride di niente. Strana perchè non lascia comprendere che l'essere più inumano è proprio colui che non sa mediare e si fa beffa.
Cosa è normale, più normale nell'essere diverso.
Cosa è eroico, più eroico, nell'ammettere di esserlo in un mondo che sorride all'inverso.



sono morta
sono morta
e mi sbatti sulla faccia
questa porta...











sull'aria di Sulla porta di Federico Salvatore
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Eclissi di Luna

mercoledì 20 febbraio 2008
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Eclissi di Luna
 
 
 
In questa notte d'eclissi di luna
sparirai dalle stelle
cinquantuno minuti
 
sarai nei percorsi in penombra
 
della meschinità del buio
che spalanca le infinite porte

lungo i corridoi anomali
di suggestioni arrangiate
dalla nera seduzione
 
neve nei pastelli bianchi
le mani sui banchi di scuola
imparai il mistero dei rintocchi
 
così anche tu conterai il tempo
che manca a quest'addio
senza più occhi nè orizzonti
 
negli avanzi truccati
dei tuoi sensi scalamitati

con le ore che spezzano le ossa
mentre piovono per terra
 
cercando un giro di lancette
dentro i vetri rotti
degli orologi fermi
 
che m'invertiranno il cuore
 
ma d'improvviso poi la luce
farà più brevi gl'effimeri pensieri
 
nella ferocia dell'alba
che fagocita
l'immonda volta scura
 
fino all'ultima stella



20 febbraio 2008

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The Dark Face

martedì 19 febbraio 2008
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The Dark Face
 
 
C'è della luna
la faccia lontana
quella che sta di schiena
e non ci sorride mai
 
è la faccia
che resta all'ombra
col ghigno sadico
che virgola le labbra
 
c'è dell'uomo
il lato oscuro
quello che non puoi vedere
nel sole che ti da
 
è il lato
che resta da capire
un coltello fermo
incagliato nell'immensità
 
non c'è buio
dove i raggi possano arrivare
solo un filo strappato
che come un ramo nel vento
cerca di sè sull'estremità
 
siamo astri che rotolano
nella librazione diurna
d'un attimo mobile
senza identità
 
 
19 febbraio 2008
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