01-05-1994

mercoledì 29 aprile 2009
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Erano le due e venti di un giorno di sole. Lo ricordo ancora.
Come adesso.
Sento anche i passi e i rumori di quel pomeriggio di quindici anni fa.
Sole e caldo. Quindici anni, io, sola sul divano.
Primo maggio di sole, tanto sole, fuori.
E poi... solo pioggia dentro gli occhi.


Una mia piccola cosa per ricordare Lui



 


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Con le mani in controcanto

giovedì 16 aprile 2009
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Sui vetri percorrerò
tutte le vie della luce
come pioggia nei sentieri
del respiro che mi sveglia

 ~dentro il mare dell'anima~


Una mattina come il tempo
sugli alberi d'inverno
a spogliare le nebbie
dall'antico sguardo,


fuori dalle parole
e dagli occhi chiusi al sole.


Lungo i vetri mi cercherò
nell'aderenza che si consuma
come fiato sulle labbra,
prive d'ogni nota assente


~che la mia presenza canterà~




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spiragli e fessure, qualcosa di me (2)

mercoledì 25 marzo 2009
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"...e mi piace guardarti che non te ne accorgi*..."


 


Attimi.
Di luce.
Piena.

 


Sì. Sono attimi di luce piena.
Sorrido e raccolgo le note che cadono giù, sfiorando i passi del tempo, fino agli angoli dove si raccoglie il vento. Di nuovo la primavera tra le dita, matite colorate*, pennelli e un messaggio nello specchio.
Le parole sagge di un grande scrittore. Un famoso, grande scrittore, giornalista, conduttore.


"Alla fine il reato più grave
diventa quello di chi racconta certe cose,
anziché di chi le fa.
 
La colpa non è dello specchio,
ma di chi ci sta davanti
"


Le volevo tra i miei muri... e ora stanno lì, capovolte al contrario, leggibili nel riflesso, dietro i miei capelli, al lato degli occhi.
Perchè chi arriva, possa portare via qualcosa. Perchè sia più vera la nostra immagine e più profondo quello strato fatto di specchio. 
C'è un filo di sole, prima del quadro, un raggio che piano entra nel mare e piove su di me.
C'è una canzone*, un regalo prezioso, che m'allarga il sorriso, mentre scuoto la testa.
-Un grazie di quelli che non bastano mai-
Note che pizzicano il respiro... E quest'attimo di luce piena, di mille stelle dentro gli occhi... è una corsa arrovesciata con il cielo sotto le mani.



 



"...e spostare lo sguardo se poi tu mi guardi*..."


 


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Trucco Di Cera

mercoledì 4 marzo 2009
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Pallide ali in bocca
senza labbra dentro il filo
scrolla dita per smuovere
passi oltre il corpo


Vuoto in sè cerca occhi
disegna linee nelle mani
per sovvertire il destino
di un dentro che può vivere


una per ogni nome
zero per ogni ragione
che non sia voce
ma suono che si conduce


inscatolato nel cembro
in suppellettili di cotone
è anticato nei gesti
delineati sul suo volto


L'arto esterno punisce
l'indipendenza di scegliere
il pensiero da accordare
oltre corda entro vetro


una per ogni sole
zero per ogni stagione
che non sia sguardo
ma pupilla in controluce


Ruota il bilancino
il braccio ed il refe
e smidolla in cera
un volto ch'appena c'era


il mafiomarionettista
che ventriloquia alibi
e pioggia in ciglia flebili
col filisteo dei farisei


 

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Fojba

mercoledì 18 febbraio 2009
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Il terzo vagone
al terzo stadio
del binario tre


Il rango di un arrivo
di chi marcia e bussa
per instradare il tempo
sulla chiusa dei passi


a fondo buio galleria
e nell'inghiottitoio
pastoia a filo in rovina
nell'abisso di cartilagini


calici d'ossa ridenti
la ragione in vermiglio


e senza mani la maniglia
mai afferrata e partita
verso un'alba di camelie
che si frantuma a notte


nel braccio teso a corda


incarnato nella roccia,
cava di marna infernale,
a gocciare gl'affanni
sino all'ultima traversa


nella città perduta
dentro note d'armonica
giallo marte nelle sere
a fiato corto sull'erba


e vibra chino, il ricordo
nell'epilogo dei respiri
dall'antro della memoria



-via il velo dalla storia-



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Incaute Concavità

mercoledì 4 febbraio 2009
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Mi hai fatto senza fine
questa è la tua volontà.
Questo fragile vaso
continuamente tu vuoti
continuamente lo riempi
di vita sempre nuova....
(Tagore)


 




Mi hai dato passi
vuoti sulla strada
sulle terre inesistenti
di un autunno che pioveva


foglie stanche


per portarmi a vivere
nel litorale che cercavi
sotto l'onda di sabbia
senza chiavi per l'immenso


mio perduto mare


Segni cinesi
sulla pelle
si tatuano soli


a tratti di silenzio
lenti sulle scapole
raccolte in amnesie
di battiti sincronici


Mi hai perso le note


ed io slaccio le ali
nei voli di polvere
incernierati al respiro
di un tramonto dentro al sole


*



 

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Tango e Ossa

lunedì 26 gennaio 2009
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D'aria il respiro di mantice
smuove lievi ali sorde
dal bandoneon sulle gambe
diatonico tra le pieghe


a sud da quello sguardo


che segue solo me


io che più non posso
differirmi in questo tango
inguaino la mia vita
nei lungomari in assolo


Sfrigolate in prosodie


tra i registri acuti
e refrain sincopati
d'arcolai e filatrici


scalinano partiture


in un dialogo di mani
e volti sulle spalle
a quattro quarti di sole
su tacco milonguero


~Torme di Pathos~


 e il lunfardo
nella tangueria
 est l'envers
de lo que usted piensa


 dentro de mi alma
arrêtée au seuil
 de la media luna


lascio gomitoli di strofe
dipanarsi tra quei passi
e una musica popolare
ad orchestrare il mio tempo


~





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Due quarte a dritta

giovedì 22 gennaio 2009
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*versi colorati di Pablo Neruda


Non t'amo come se fossi rosa di sale
in questa cordigliera di venti
a quattro punti distanti
dallo zero cardinale


tremo in braccia di silenzio


nell'arco grezzo di uno spazio
che requie di febbre siderale
s'addiziona al canto vuoto


~di un fiore che appassisce~


con l'argomento diagonale
di un continuo che finisce


No,
neppure t'amo
come se fossi dardo di sole
nel giorno che spigola
resti di un muro che cede


all'afflato dell'inverno


T'amo come si amano
certe cose scure


nell'antro vivo del dolore
sulla rocca dell'abisso
che battezza il mio nome


e in maree a spine di rose
scucio le quarte a dritta
dall'orizzonte che sdimensiona,


segretamente, entro l'ombra e l'anima,
i passi in volo fino al cuore









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