Farfalle
Polvere
Neve di polvere e pioggia
sotto ai tacchi sbeccati
nei respiri di un addio
Dentro ai chiodi di fango
stalagmiti di passi fermi
sulla porta di un tempo
~di nastri e fragole~
Senza mai chiudere
lo sguardo dipinto
nel nudo sogno stanco
col fiato sulle spalle
nei silenzi in corsa al vento
di fumaglie sparse in cuore.
Solo Dentro
e fuori l'inverno appeso
al cielo infestato d'aria
di parole spente al labbro
~urlava il mio canto~
chiuso in portoni di lune
e viali sfrangiati in chiose
eclissate dentro al sole
nel fondale delle notti
in alvei di rime rotte
e sulle nuvole in fiore
di polvere e pioggia nuove
01-05-1994
Come adesso.
Sento anche i passi e i rumori di quel pomeriggio di quindici anni fa.
Sole e caldo. Quindici anni, io, sola sul divano.
Primo maggio di sole, tanto sole, fuori.
E poi... solo pioggia dentro gli occhi.
Una mia piccola cosa per ricordare Lui
Con le mani in controcanto
tutte le vie della luce
come pioggia nei sentieri
del respiro che mi sveglia
~dentro il mare dell'anima~
Una mattina come il tempo
sugli alberi d'inverno
a spogliare le nebbie
dall'antico sguardo,
fuori dalle parole
e dagli occhi chiusi al sole.
Lungo i vetri mi cercherò
nell'aderenza che si consuma
come fiato sulle labbra,
prive d'ogni nota assente
~che la mia presenza canterà~
spiragli e fessure, qualcosa di me (2)
"...e mi piace guardarti che non te ne accorgi*..."
Di luce.
Piena.
Sì. Sono attimi di luce piena.
Sorrido e raccolgo le note che cadono giù, sfiorando i passi del tempo, fino agli angoli dove si raccoglie il vento. Di nuovo la primavera tra le dita, matite colorate*, pennelli e un messaggio nello specchio.
Le parole sagge di un grande scrittore. Un famoso, grande scrittore, giornalista, conduttore.
"Alla fine il reato più grave
diventa quello di chi racconta certe cose,
anziché di chi le fa.
La colpa non è dello specchio,
ma di chi ci sta davanti"
Le volevo tra i miei muri... e ora stanno lì, capovolte al contrario, leggibili nel riflesso, dietro i miei capelli, al lato degli occhi.
Perchè chi arriva, possa portare via qualcosa. Perchè sia più vera la nostra immagine e più profondo quello strato fatto di specchio.
C'è un filo di sole, prima del quadro, un raggio che piano entra nel mare e piove su di me.
C'è una canzone*, un regalo prezioso, che m'allarga il sorriso, mentre scuoto la testa.
-Un grazie di quelli che non bastano mai-
Note che pizzicano il respiro... E quest'attimo di luce piena, di mille stelle dentro gli occhi... è una corsa arrovesciata con il cielo sotto le mani.
"...e spostare lo sguardo se poi tu mi guardi*..."
Trucco Di Cera
Pallide ali in bocca
senza labbra dentro il filo
scrolla dita per smuovere
passi oltre il corpo
Vuoto in sè cerca occhi
disegna linee nelle mani
per sovvertire il destino
di un dentro che può vivere
una per ogni nome
zero per ogni ragione
che non sia voce
ma suono che si conduce
inscatolato nel cembro
in suppellettili di cotone
è anticato nei gesti
delineati sul suo volto
L'arto esterno punisce
l'indipendenza di scegliere
il pensiero da accordare
oltre corda entro vetro
una per ogni sole
zero per ogni stagione
che non sia sguardo
ma pupilla in controluce
Ruota il bilancino
il braccio ed il refe
e smidolla in cera
un volto ch'appena c'era
il mafiomarionettista
che ventriloquia alibi
e pioggia in ciglia flebili
col filisteo dei farisei
Fojba
Il terzo vagone
al terzo stadio
del binario tre
Il rango di un arrivo
di chi marcia e bussa
per instradare il tempo
sulla chiusa dei passi
a fondo buio galleria
e nell'inghiottitoio
pastoia a filo in rovina
nell'abisso di cartilagini
calici d'ossa ridenti
la ragione in vermiglio
e senza mani la maniglia
mai afferrata e partita
verso un'alba di camelie
che si frantuma a notte
nel braccio teso a corda
incarnato nella roccia,
cava di marna infernale,
a gocciare gl'affanni
sino all'ultima traversa
nella città perduta
dentro note d'armonica
giallo marte nelle sere
a fiato corto sull'erba
e vibra chino, il ricordo
nell'epilogo dei respiri
dall'antro della memoria
-via il velo dalla storia-
Incaute Concavità
Mi hai fatto senza fine
questa è la tua volontà.
Questo fragile vaso
continuamente tu vuoti
continuamente lo riempi
di vita sempre nuova....
(Tagore)
Mi hai dato passi
vuoti sulla strada
sulle terre inesistenti
di un autunno che pioveva
foglie stanche
per portarmi a vivere
nel litorale che cercavi
sotto l'onda di sabbia
senza chiavi per l'immenso
mio perduto mare
Segni cinesi
sulla pelle
si tatuano soli
a tratti di silenzio
lenti sulle scapole
raccolte in amnesie
di battiti sincronici
Mi hai perso le note
ed io slaccio le ali
nei voli di polvere
incernierati al respiro
di un tramonto dentro al sole
*