venerdì 23 marzo 2007
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Osserva il labbiale...
perchè c'è tutto quello che non dirò quando per amore sfilerò queste lame.
Prima dei guantoni rossi.
Sfogati dunque, che qui serve freddezza senza tremore d'emozione.
Li indosso, pugni sotto al mento e poi sferro un colpo deciso nell'aria, sento il rumore mentre taglio il vuoto e rimangono fermi lì, i miei occhi scuri e decisi. Incazzati.
Poi le lame.
Fumerò prima qualche poesia, lì seduta sul balcone agli angoli dei tetti. Respirerò il vento freddo di questa Milano al suo terzo giorno di primavera. E avrò sere allungate per il giro dopo cena, ai lati della stazione con l'ipod che urla a random Vasco e Nannini.



"possiamo sempre... possiamo sempre scegliere,
possiamo sempre farci suore,
possiamo sempre far l'amore come comanda Dio!!!

...possiamo sempre...
chiedi!"
(nannini)



Osserva il labbiale...
quando per errore ti dirò massì lascia stare. Non avrò respiri ma sai com'è, la luna domani sfodererà un cielo nuovo di stelle, in cui perdersi nuovamente. E avrò per te lo spazio per ricordare quel che non c'è stato, quel che non ho potuto e quel che ho passato. E ti perderò lentamente nella mancanza dei quotidiani appuntamenti... mentre la mia schiena scivolerà nei lenzuoli di altre vite. Perchè sia un letto sicuro, un amore divino, un urlo in mezzo al mare quando l'onda capovolge il cuore. Perchè sia un porto saldo, un'ancora pesante, una vela presente.
Osserva il labbiale...
afferro le lame e ti sfioro il collo
non muoverti mentre sussurro qualcosa che non si può.




"GABRI...................come sei splendida
GABRI...................adesso smettila
LaLaLaLaLaLaLaLaLa........
Non t'ho insegnato io quello che stai facendo adesso da dio....
mi fai tremare il cuore.......mi fai smettere di respirare
domani sarà tardi....per rimpiangere la realtà....
È MEGLIO VIVERLA....
È MEGLIO VIVERLA...."
(vasco)




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martedì 13 marzo 2007
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Abbassare gli occhi.
Arrendo il mio sguardo alla prepotenza delle emozioni.
Un calcio all'aria, un pugno al muro. Capelli sul viso e capo chino. Ferma così tradita dal mio cuore, lui che non deve battere, lui che aveva siglato un patto d'acciaio con la coscienza, prima o poi si darà all'incoscienza d'amare.
Ma dio, cos'è l'amore.
Ho perso tutti i fogli, è passato il vento dopo il treno in questo punto senza stazione, il punto della sua massima velocità. Sono passati cavalli e c'era una principessa lacrimante al finestrino... un Rhett a forma di Clark Gable stringe la sua Rossella ma lei cerca Ashley.
Chi cerca chi, l'amore dove sconfina.
Mi rivesto sul mondo una mattina così. Le calze ...piano, le calze. Il telefono suona il suo bellissimo nome. La sveglia racconta al soffitto che ora è. I miei occhi al soffitto, devo darmi una mossa, è già tardi.
E riordinare questi fogli... come si fa.
Canto debole di primavera, una valigia per partire da riempire di ricordi. Un viaggio che non so. Non mi avranno, non credo. Non credo e non prego se non a modo mio.
Danza dei ricordi, dicevi fossero ruvide le tue mani, non era vero. Mi perdevo nella musica del tuo palmo e ora... solo immagini vuote a perdere, quando tutto fugge poi non sai più come riconquistarlo.
Perchè io fuggo.
Quando qualcosa urla troppo.
Qualcuno m'insegni questo sentimento che mi terrorizza l'anima.
Forse solo un ballo, per incominciare con delicatezza e abbandonare la diffidenza scordandola tra passi mascherati.
All'amore che è (un) lento in questa vita rock.




E vorrei sentire
il grido del mare
nella tempesta
dei tuoi desideri

Francy






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venerdì 2 marzo 2007
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STOPPARE qui SOPRA la musica E premere PLAY qui SOTTO per visulizzare il filmato







....C'è un tempo per cambiare

Amare e poi soffrire
E lentamente crescere........
da soli
(Facchinetti)





*Padri e figli coi propri sbagli*




Due parentesi di vita.
Si aprono le graffe, le quadre, le tonde.
Spiegavano.
Prima il per e il diviso, poi il più e il meno.
Spiegavano la matematica sulla lavagna ma noi giocavamo con i cancellini ad imbiancarci i pensieri di giorni spensierati.
E la matematica della vita risultava irrisolvibile. A casa i conti poi non quadravano. La cicca la dovevi sputare per davvero, lì c'era più potere su di te.
E così succede che il dopo urla ed il prima non ascolta. Lentamente poi il prima si trasforma in dopo ed urlerà al suo piccolo prima, in questo ciclo eterno del divenire.
Perchè la vita la vogliamo graffiare e non ci serve già spiegata.
Perchè la vita la vogliamo spiegare e vorremmo anche essere ascoltati.
Perchè certe scelte non vengono condivise.
Perchè anche il dopo può sbagliare nel sentirsi ancora un prima.
Perchè la vita a volte non sta in rima, volti la pagina e salta un numero. Volti la pagina e qualcuno non ha stampato. La rotativa ha dimenticato, forse si era inceppata, forse l'operaio stava scodinzolando con la segretaria alla macchina del caffè.
Così in queste parentesi c'è una tempesta di sentimenti constrastanti, pioggia di amore infinito e vento che sparge le parole. Voglia di capire che si stende in caratteri di dimensioni e stili differenti, una lettera ricalcata, ricami di una penna con lo stesso inchiostro. Perchè poi in controluce si sovrappone. Perchè poi ci si comprende col passare degli anni ma non c'è mai quella pausa di tempo in cui racchiudersi.
Il pentagramma è troppo pieno di note e la musica è bella. Le dita non si fermano mai. Perchè in fondo va suonata così.
Mi piace.
Sì.
Schiacciano bene. Forse non vinceranno la partita ma è divino osservare l'incontro delle parentesi graffe.
Espressione risolta?
Matita all'orecchio si passa alle equazioni.



*Ma l'impresa più speciale e di vivere normale*






....Lo sai che io non so aspettare
Ho troppi sogni da realizzare.....
(djFrancesco)







A proposito... splendida la PARANZA  , Cristicchi e i Pquadro



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lunedì 19 febbraio 2007
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Un pò Nikita sul davanzale, oggi sono spettinata. Appoggio la tazza vestita solo di questo maglione due taglie più grande. E' bianco lo adoro, mi ci perdo come tra i pensieri che sorvolo, mentre lenta appoggio il gomito sul ginocchio della gamba destra. Termina in uno stivale impavido, contemplo e sfioro le sue punte sdrucite. L'altra gamba rivoluziona libertà e pende come dalla curva della luna a lambire gl'infiniti sogni... troppo alta questa finestra sul mondo perchè il tacco possa anche solo solleticare la realtà. Esprimiti fallo, mentre sto ad osservarti. Scompigliata così in questa poca luce che c'è. Raggi di luna son morbide ombre e la musica suona la bachata del mare.
La bachata che mi fa impazzire.
Non la seguo, diventa sottofondo, in questa smania d'osservarti. Ti osservo sì. Senza abbassare lo sguardo, dove luce non è.
Rido.
Affogo la mano tra i ricci e rido.
Un sorso di caffè perchè sei fumo. Io che ti prenderei per la cravatta a strozzarti di me.
Finisco il caffè e scendo.
Ho la luna sul cuscino, quella curva invitante non mi trattiene.
Mi affaccio ai sogni e allaccio le persiane. Chiudo i vetri e respiro aria viziata di desideri.



Troppa fantasia, dove finirò.







"che aspetti vattene sei così bella
fammi vedere come sai volare...
perchè io penso che hai sbagliato stella,
perchè io penso che hai sbagliato amore..."








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giovedì 8 febbraio 2007
44 commenti
Ho visto i corvi sulla montagna
le grandi pale catturare il vento,
ma cercavo te sui sentieri
non il lupo o l'agnello.
Ho visto le case rotte
la neve spezzata dal dolore,
ma cercavo te nella terra
non il frassino o l'olmo.

Ho visto due occhi, uno sbadiglio
tra rantolanti respiri del mondo,
ma cercavo te nello sguardo
non il sogno o l'istante.
Ho visto strade dai finestrini
la corsa dei colori farsi miscuglio,
ma cercavo te in quell'attimo
non la miscredenza o l'orgoglio

ho visto le tue labbra un giorno
spillare vino rosso sulla mia cucita
ho smesso di cercarti tra i vetri
non più favole o fogli
che di quella mia eterna sete ormai
nei grappoli di mani conche di vita
inebriato son già sazio e vinto
non più errante o vagabondo







di Hariseldom e Keishia


-grazie Pino, sei fantastico-
non perdetevi le sue meraviglie, in parte conservate qui





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venerdì 2 febbraio 2007
32 commenti
onde di mani
nel mare di fuoco
occhi di ghiaccio
sei tempesta
nei pensieri
all'orizzonte
cerco il mio cuore
sul molo deserto
dove impazza il vento
della mia passione






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venerdì 26 gennaio 2007
35 commenti
Anima ribelle seguo la musica dei miei pensieri isolata dal mondo che mi chiama, mentre fuori gelano i fiori e i fiocchi di neve si sciolgono sui marciapiedi, lievi sogni che muoiono al contatto con la realtà.
Hanno avuto il cielo, non resta loro che questa lenta discesa.
E io che vivo all'opposto rimango a contemplare, dolce e selvatica, il paesaggio dietro ai vetri mentre il mio fiato che lo appanna si interpone alla visuale. E' nebbia che mi discosta dall'incanto per darmi uno spazio per pensare... non mi lascio leggere ma mi comprometto per metà e disegno con le dita risposte che non so.
Voglio solo lasciarmi sfogliare dal vento che soffia impetuoso mentre impazzisco per l'intensità di uno sguardo che vorrei, appoggio le mani per trovare qualcosa che sia più gelido di me e socchiudo gli occhi con la testa sui miei ricami che piano svaniscono dal vetro. Travestita di me.
Troppe stelle sotto il cuscino, non metterò la testa a posto se prima non stipulerò un patto per odiare le complicazioni.
Allora strappami in silenzio.
Fallo con i denti, fallo e fammi male.
Perchè io so farlo bene.
Non permetterlo, non lasciare che queste parole possano trovarsi in un silenzio fatto di preghiere inutili.
Lascia che riordini le stelle, mentre ascolto appoggiata alla finestra il mondo fuori che muore di niente. Mentre non sento il cuore, congelato all'istante, sinistra danza su un oceano tempestoso.
Voglio sentirmi vivere al massimo.
Voglio rompermi i timpani con il concerto dell'amore quando calcherò le note su questo piano per dare il ritmo giusto al respiro che cresce...
Allora sì.
Amerò.






"dicono che il cielo
ti fa stare in riga
che all'inferno si può far casino..."
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domenica 14 gennaio 2007
26 commenti
Solo un brivido, niente più. Magari anche degli occhi che graffiano sulla mia pelle nuda di sogni. Impazzirebbe l'inconscio a mia insaputa. Forse ci metterei  dei petali rosa, sulle lenzuola bianche, che possano circondarmi di purezza. Ma ci metterei anche una luna, lì a fianco, dove sei tu, sulla sedia con i gomiti tra il fumo appoggiati allo schienale. Perchè si mi piacerebbe mi osservassi così, seduto sulla sedia all'incontrario.  Cosicchè poi la luna non mi possa svegliare e i suoi bianchi tenui raggi mi possano illuminare. Cosicchè aprendo gli occhi appena non ti vedrei, con tutto quel fumo in controluce. E tu non vedresti i miei occhi semichiusi che ti osservano furtivi
ma poi chiudimi ogni via di uscita
perchè in quel troppo io scapperei
scivolando in silenzio
alla tua prima distrazione


...sognami
...tra meridiani e paralleli...
fino a che si può...





"I love when you do that hocus pocus to me"
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