mercoledì 1 ottobre 2008
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Appoggio i pennelli.
Mi siedo sulla scala sporca di gesso e mi metto in ascolto. Dietro quelle parole. Un mondo, una musica che mi investe a raffiche di ricordi.
Ritornelli in questa vita.
Così mi vedo in quella sala, la brezza del mare, il suo respiro lento ed ondoso e dentro gli occhi... il mio sale.
Un proiettore e queste parole, ancora queste parole a sfiorarmi le guance e a trovare il mio sorriso un pò indeciso. In bilico sui pensieri, anche quella sera, altrove, in quell'abbraccio.
Come ti parlano certi momenti, come ti batte dentro quell'incoscienza che ruba un'emozione agli occhi. Che fugge chissà dove, dentro di te, a mani ferme sopra i tasti di un piano.
Una fotografia, su quel piano.
E così mi persi, in quell'istante esatto che mi ritrovai.
E quelle parole scorrevano veloci fino ad attraversare anche me, facendomi afferrare il senso di tutto, lasciando cadere le mie paure, come chiodi sul pavimento. Perchè è tutto da assaporare, vivere nelle pieghe dei contrasti, da sentire, come corde che vibrano sotto le dita... da osservare nel canto silenzioso della natura, in quel nulla povero che ti restituisce la grandezza di un niente sul confine del tutto... come da un carro di fieno sulla strada verso un tramonto d'inverno. Un salto tra due quadri, due stagioni diverse che si accostano in controluce.
Chiudo il barattolo, macchie sui palmi. Di grigio antracite, quelle parole.
Una strofa. Quella dei puntini sulle "i".
Ma fa ancora bellezza dentro, così penso perchè no.
Un video.
Perchè, oltre me, sia un pò parte di chi passa e va.



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Dov'era l'anima

lunedì 1 settembre 2008
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Dietro il portone la luna
chiudeva a chiave il cielo
e sussurava parole
per chi non c'era


e dov'era
~l'anima~

quella sera


nella catena sganciata
a pendolo sul vento
lenta sul pianto
sull'altalena di burro


La finestra spogliava il tempo
perchè una stanza ha dentro
un mondo che riversa
il respiro di un corpo


e mi chiedeva
~l'anima~


che non c'era


col vetro sotto il mento
e pezzi di pavimento
alla fine delle scale
degli anni rotti


a goccia negli occhi



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martedì 29 luglio 2008
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L'alfabeto io ti parlerò
e sarà solo di pelle
il tratto del silenzio
che con le dita seguirò


-Non Guardare Lontano-


con l'ombra negli occhi
che arretra sui pensieri,
per due stelle tra i passi
e labbra contro la voce


Appoggerò parole nuove 
sulla tua bocca nuda
nel respiro interrotto
dal bacio di una sera


Dammi fragilità
e pesi sul cuore
da sfiancare sordi
con avanzi di rumore


Dammi tramonti rotti
di fatica e pianto
per sorridere dentro
al tuo fremito stanco


E dammi ore di buio
mille giri di paure
e nebbie che svelino
un porto senza tempo


-C'è un volo accanto-


al nido dei gabbiani
dove a lampare spente
la luce prende fiato
nei coralli sul fondo


c'è sempre un grido
più forte del vento
ostaggio bianco
della libertà


d'inseguire un sogno





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Traguardi al confine

martedì 8 luglio 2008
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Straniero dimmi
dove hai nascosto il cielo?


tra i passi di ieri
lì, dove iniziarono
le corse nel grano?


eri già tu?
a tenermi la mano?


io...
sento i cori del vento
rompersi tra le dita
nei miei viaggi di luna
tra i solchi dell'ombra


lacci in vimini di rami
e aquiloni a fili tesi 
rigonfi di sere vuote
perse in angoli di mare


...Straniero


che rifletti la mia voce,
in specchi di pensieri
e pieghi il mio inverno
nei bagagli del tempo


Io So ChE Mi GuArDi


tra i ricalchi a sbalzo
delle mie vene di paure
con labbra di silenzio
ed aereoplani tra le mani


Ma ora dimmi...
dov'è finito anche il sole?


SpIrAgLi
dai ricordi increspati
mentr'io trattenevo
han perso luci che avevo


OCcHi SvEgLi
per cercare dov'eri
han confuso le stazioni
tra i cantieri di un sogno


Straniero...


tu sei forse il senso
sconosciuto del mio errare?


o l'errore di rifare,
nell'ora di tornare
ad amare il canto


dell'aria debole
sull'erba in controvento...







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Divieto di cielo

venerdì 4 luglio 2008
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Divieto di Cielo
 


No, non posso
ho mani contro il cielo
dentro un respiro
che scherma di fiato
il cristallo diafano
di un paradiso riposto
 
No, non posso
smarrirmi sul contorno
di punti e chele bianche
con la volta di quarzo
della libra di stelle
confusa e sbilanciata
 
C'è   u n    m o n d o
per ogni passo
dietro gli steccati
delle praterie perdute
che non siamo
 
C'è   l u c e  dagli occhi
che si posa sola
nei silenzi immensi
condannati agli angoli
di soffite sbarrate
come travi in gola
 
No, io non posso
staccare il sogno
dal suo verde ramo,
è fiore cleistogamo
e scosse d'autunno
per i tuoi risvegli
 
Come essere
fragile primavera
che vuole e non può
colorare quei fogli
avanzati all'inverno
 
Ed è proibita essenza,
drogata di manie
che delizia di piacere
la mia esistenza
 
 
24 gennaio 2008
 
 
 
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Il capoverso dei ricordi

domenica 29 giugno 2008
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Mi assomiglia
quella rosa in mano
a nascondere le paure
in un alito di profumo,


con la spina del vento,
tra sogni fragili
di petali e nembi
ed occhi nei tagli
 
a parafrasare di me,
scomposta allo specchio,
il volto che mi guarda
da un mosaico delatorio:


E' l'anima che mi resta


quando la bufera
schioda i garofani
le sere di una festa
col mare nei sacchi
del tempo sparso


Mi assomiglia
il passo dell'ombra
sull'esodo del sole
che strappa in canto
il grano del tempo


E mi trema il silenzio
nel capoverso in attesa
al crocevia del cielo
mentre slaccio in volo
in echi d'aroma rosa


corolle di ricordi


 





 



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giovedì 19 giugno 2008
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A piedi nudi.
Batto il ritmo sulla sabbia.
Mi senti?


Credo nel vento. Nelle astratte apparenze.
E c'è una musica, una musica che mi gira dentro, mentre mi piego, mentre osservo questo lato di mondo che dà sul tramonto...


Pezzi di cielo. Oltre il velo dei miei pensieri, pezzi di me, dentro il cerchio scuro dei miei misteri.
Punti di stelle, dallo zero all'infinito, ripetono silenti quel che è già stato scritto.
Perchè pioveva. Pioveva forte quel giorno e la mia voce cadeva sull'asfalto. Si era chiusa, dietro un vetro, l'altra fetta del mio cosmo.
E io con le mani non potevo più, passarti quella rosa.
Così la appoggio qui.
Sul davanzale delle ombre lunghe.


A piedi nudi, ricalpesto le mie impronte.
C'era il mio nome.
E' ancora lì, io lo sento.


Mani d'aria, mentre il sole scende, accarezzano il mio sogno.
Resto in ascolto mentre assorta danzo il mio tempo.







 

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A StregattaBlu

mercoledì 11 giugno 2008
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Tra i tuoi capelli
e dentro i ricordi
c'è profumo in più


E s'arrampica la luce
sui profili delle cose
a studiare l'origine


di un nuovo bagliore


per poi piovere di miele
e di riflessi d'ambra
come un'aura minore


lì, sulle tue spalle
in echi di rugiada
riverberi di bianchezza


azzurrano il tuo volto


Dentro lo specchio
oggi ci sei solo tu


ti sorridi
e ti fai sole
incoronata dall'aria


di un giorno in festa


per te che sei regina


di quella prima alba
in cui giugno avvolse
il tuo piccolo corpo


in fasce di stelle



 


-buon compleanno cicci-




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