martedì 29 luglio 2008
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L'alfabeto io ti parlerò
e sarà solo di pelle
il tratto del silenzio
che con le dita seguirò


-Non Guardare Lontano-


con l'ombra negli occhi
che arretra sui pensieri,
per due stelle tra i passi
e labbra contro la voce


Appoggerò parole nuove 
sulla tua bocca nuda
nel respiro interrotto
dal bacio di una sera


Dammi fragilità
e pesi sul cuore
da sfiancare sordi
con avanzi di rumore


Dammi tramonti rotti
di fatica e pianto
per sorridere dentro
al tuo fremito stanco


E dammi ore di buio
mille giri di paure
e nebbie che svelino
un porto senza tempo


-C'è un volo accanto-


al nido dei gabbiani
dove a lampare spente
la luce prende fiato
nei coralli sul fondo


c'è sempre un grido
più forte del vento
ostaggio bianco
della libertà


d'inseguire un sogno





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Traguardi al confine

martedì 8 luglio 2008
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Straniero dimmi
dove hai nascosto il cielo?


tra i passi di ieri
lì, dove iniziarono
le corse nel grano?


eri già tu?
a tenermi la mano?


io...
sento i cori del vento
rompersi tra le dita
nei miei viaggi di luna
tra i solchi dell'ombra


lacci in vimini di rami
e aquiloni a fili tesi 
rigonfi di sere vuote
perse in angoli di mare


...Straniero


che rifletti la mia voce,
in specchi di pensieri
e pieghi il mio inverno
nei bagagli del tempo


Io So ChE Mi GuArDi


tra i ricalchi a sbalzo
delle mie vene di paure
con labbra di silenzio
ed aereoplani tra le mani


Ma ora dimmi...
dov'è finito anche il sole?


SpIrAgLi
dai ricordi increspati
mentr'io trattenevo
han perso luci che avevo


OCcHi SvEgLi
per cercare dov'eri
han confuso le stazioni
tra i cantieri di un sogno


Straniero...


tu sei forse il senso
sconosciuto del mio errare?


o l'errore di rifare,
nell'ora di tornare
ad amare il canto


dell'aria debole
sull'erba in controvento...







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Divieto di cielo

venerdì 4 luglio 2008
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Divieto di Cielo
 


No, non posso
ho mani contro il cielo
dentro un respiro
che scherma di fiato
il cristallo diafano
di un paradiso riposto
 
No, non posso
smarrirmi sul contorno
di punti e chele bianche
con la volta di quarzo
della libra di stelle
confusa e sbilanciata
 
C'è   u n    m o n d o
per ogni passo
dietro gli steccati
delle praterie perdute
che non siamo
 
C'è   l u c e  dagli occhi
che si posa sola
nei silenzi immensi
condannati agli angoli
di soffite sbarrate
come travi in gola
 
No, io non posso
staccare il sogno
dal suo verde ramo,
è fiore cleistogamo
e scosse d'autunno
per i tuoi risvegli
 
Come essere
fragile primavera
che vuole e non può
colorare quei fogli
avanzati all'inverno
 
Ed è proibita essenza,
drogata di manie
che delizia di piacere
la mia esistenza
 
 
24 gennaio 2008
 
 
 
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