I Sentieri di Keishia

lunedì 25 gennaio 2010
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"Quell'inverno, tutte le mattine, quando prendevo il tram per andare al lavoro, trovavo lei già seduta.
Sembrava una nuvola.
Scendeva due fermate prima della mia. Ho avuto spesso la tentazione di seguirla, per scoprire qualcosa in più su di lei, ma non l'ho mai fatto. Non ho nemmeno mai avuto il coraggio di sedermi al suo fianco. Restavo distante il giusto, in base ai posti liberi e una buona prospettiva. Giorno dopo giorno, ha allenato i miei occhi a guardare di traverso. A volte, quando era lontana e non volevo girare la testa verso di lei, la seguivo con lo sguardo di sbieco, e dopo un pò gli occhi mi facevano male. A volte invece il tram si riempiva e capitava che una persona si mettesse in piedi proprio tra noi, impedendomi di vederla. Non passavo tutto il viaggio fissandola, mi piaceva semplicemente osservarla, distrarmi e poi appoggiare nuovamente lo sguardo su di lei. Sapere che era lì mi rassicurava.
Ricordo d'aver pensato "Adesso vado da lei e la guardo finchè non si alza e iniziamo in silenzio a fissarci negli occhi. A dirci senza parlare tutto ciò che proviamo. Uno sguardo intenso, di quelli che scuotono l'anima. Poi ci baciamo. Ci stacchiamo e io le do un pò di baci piccoli sugli occhi, sul naso, sulle guance e sulla fronte, poi l'ultimo ancora sulle labbra. Tutta la gente sul tram ci guarda e all'improvviso parte un lungo applauso. Si sente una musica, il tram si ferma e noi scendiamo allontandoci nella città. Titoli di coda, le luci si accendono e la gente commossa esce dal cinema".
Invece niente. Sono rimasto come sempre a distanza.
Niente musica, niente applausi, solo i vetri appannati del tram."




Ci sono tramonti passati a ripiegare i sapori rimasti. D'amaranto le vesti.
E ci sono tramonti dai fremiti diversi. In progetti sparsi.
L'indice a voltare le pagine, quando la notte segna il tempo tra le righe.
Ed ora che mi sono persa dentro un libro, continuerò a cercarmi tra quei sentieri.
Ridendo tra me...


...e le mie emozioni.




Leggo Fabio e Volo :)

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Orizzonti Serrati

sabato 2 gennaio 2010
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Destini di pioggia
scalfiti in sbalzi di fumo
slegati a mani, snidati in cieli 
sfiatati su bocche d'affanno
nell'ora muta di partire


Schiavi d'ogni porta
i sarti ciechi del silenzio
curvi a sera, in echi a mantra
a chiosare d'aghi le parole
sulla rocca delle ombre bianche


-in prosodie smerigliate
d'arcolai a tralici inversi
-


Candele a centro goccia
annudate a labbro buio, chine,
scontornate nel cerchio a cera
in palmi e vene, a calice pieno
e lama cava secca al soffio


a doppie vele e mezzo vento
sull'ormeggio fiacco ai moli
in nodi a mezzicolli d'aria,
a voli internati, d'albe e dune
trasversali, antichi al vento


-i sogni chiusi alle notti
di stelle scucite a strappo lento
-


 


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